L’interoperabilità avrebbe potuto evitare l’attentato in metro a Bruxelles?

16/05/2016

Il 22 marzo 2016 è ormai tristemente noto a tutto il mondo come il giorno in cui Bruxelles, il centro dell’Europa, è stata colpita dagli attentati all’aeroporto di Zaventem ed alla metropolitana di Maelbeek. Più di 30 persone persero la vita, e più di 300 persone rimasero ferite più o meno gravemente.

È di pochi giorni fa la notizia, riportata dalla CNN e dal Washington Post, che la polizia federale belga, dopo l’esplosione delle bombe in aeroporto, inviò a Jo Decuyper, a capo della polizia ferroviaria dell’area di Bruxelles, l’ordine di chiusura della rete metropolitana alle 9:07.

Quattro minuti dopo l’esplosione alla fermata di Maelbeek causò la morte di 16 persone: la metropolitana non era stata chiusa. L’ordine di chiusura fu inviato, via email, all’indirizzo personale di Decuyper e non a quello istituzionale: il messaggio non venne letto se non tempo dopo l’attentato in metropolitana.

Anche se, secondo quanto dichiarato da Decuyper, leggere l’ordine di chiusura non avrebbe evitato l’attentato poiché la rete metropolitana necessita di 30 minuti per l’effettiva chiusura, è lecito chiedersi se l’utilizzo di strumenti interoperabili avrebbe potuto garantire una risposta più efficace e tempestiva da parte delle forze dell’ordine. Un sistema interoperabile è esente da errori umani ed avrebbe sicuramente evitato l’invio di un messaggio ad un destinatario sbagliato, ed in più garantirebbe tempi minori per qualsiasi comunicazione e scambio di informazioni sia tra autorità che da autorità verso cittadini. Infatti, anche se l’email è stata inviata alle 9:07, l’allerta federale venne istituita dal Centro Federale di Crisi alle 8:50: l’allerta includeva l’ordine di chiusura della metropolitana e delle stazioni ferroviarie di Bruxelles. Ben 17 minuti passarono tra l’emissione dell’allerta e la comunicazione (non arrivata al giusto indirizzo) alla polizia ferroviaria. 21 quelli tra l’allerta e l’esplosione: anche se non sono 30 come i minuti citati da Decuyper, è una cifra non distante. Un sistema interoperabile avrebbe consentito al Centro Federale di comunicare direttamente a tutti gli attori coinvolti le informazioni, gli ordini e le disposizioni di emergenza.

Perché utilizzare la posta elettronica durante situazioni di emergenza? Avere un sistema sofisticato creato appositamente per la gestione delle emergenze, che sia però utilizzabile anche nelle operazioni di tutti i giorni, consentirebbe di non dipendere da sistemi non affidabili come la posta elettronica, bensì assicurerebbe una gestione semplicemente migliore delle crisi.

IES Solutions crede fermamente nell’utilizzo di sistemi interoperabili per migliorare la sicurezza dei cittadini, sia da disastri naturali che da eventi causati dall’uomo.

L’articolo della CNN

L’articolo del Washington Post

L’articolo di Repubblica

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