Pubblicato il report del CAP Implementation Workshop 2017

18/10/2017

Il report del CAP Implementation Workshop 2017 è stato pubblicato sul sito del Global Disaster Preparedness Center.

Il CAP: Common Alerting Protocol

Il CAP (Common Alerting Protocol) è un protocollo di comunicazione per lo scambio di messaggi d’allerta sia tra autorità preposte alla gestione dell’emergenza che tra queste ed il pubblico. Il CAP è usato in tutto il mondo da servizi di emergenza ed organizzazioni meteorologiche (Il WMO, l’Organizzazione Mondiale per la Meteorologia, fa un ampio uso del CAP). Il protocollo è stato sviluppato per coprire tutti i tipi di emergenze, come ad esempio eventi atmosferici, terremoti, tsunami, vulcani, salute pubblica, blackout. Il CAP è inoltre compatibile con tutti i media, dalle sirene agli smartphone, dai fax alle tv, dalle radio ai network digitali basati su Internet.

Il formato CAP è compatibile con le nuove tecnologie dei servizi web, così come i formati esistenti, tra cui lo Specific Area Message Encoding (SAME),usato dal NOAA Weather Radio e l’Emergency Alert System; a ciò aggiunge altre capacità e caratteristiche che includono:

  • Targeting geografico flessibile tramite forme basate su lat/lon e altre rappresentazioni geospaziali in tre dimensioni
  • Messaggistica multilingua e multi-ricevitore
  • Tempistica e validità dei messaggi efficiente e distribuita in fasi
  • Elementi di aggiornamento e cancellazione dei messaggi potenziati
  • Supporto in forma di template per una costruzione efficiente ed efficace dei messaggi d’allerta
  • Strutturato per crittografia digitale e riconoscimento
  • Strutturato per immagini digitali e file audio

In Italia, il CAP è stato adottato come protocollo di comunicazione ufficiale dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Pubblica Sicurezza e della Difesa Civile (Ministero dell’Interno) attraverso due Decreti Ministeriali nel 2008 e 2011. Attraverso tali decreti si attesta che ogni servizio di emergenza o autorità che intende comunicare con il Corpo dei Vigili del Fuoco deve utilizzare il CAP come protocollo di comunicazione.

Il CAP è il protocollo su cui è basata la suite JIXEL.

I partecipanti

L’evento è stato organizzato dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco presso l’Istituto Superiore Antincendi (ISA) di Roma, in collaborazione con WMO (World Meteorological Association), IAEM (International Association of Emergency Managers), IFRC (International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies), ITU
(International Telecommunication Union) ed OASIS (associazione internazionale per la standardizzazione). Erano presenti 72 esperti da ben 20 nazioni da tutto il mondo.

Le presentazioni

Il workshop ha visto la presenza di speaker da:

  • Italia (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Protezione Civile)
  • Germania (DWD – Servizio meteorologico tedesco, DLR – Centro Aerospaziale tedesco)
  • Cina (Centro Nazionale di Early Warning)
  • Zimbabwe (Dipartimento dei servizi meteorologici)
  • Norvegia (Met Norway)
  • AccuWeather
  • ITU
  • Filippine (Philippine Atmospheric Geophysical and Astronomical Services Administration – PAGASA)
  • WMO – World Meteorological Organization
  • Amazon (Cloud Services)
  • International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies (IFRC)
  • Google
  • Francia (Météo France)
  • Iran (Iran Water Resources Management Company)
  • Sahana Software Foundation
  • OASIS (Organization for the Advancement of Structured Information Standards)

La presentazione riguardo l’utilizzo del CAP in Messico è stata cancellata a causa del terremoto che ha colpito il Messico il 19 settembre.

Il Sistema di Allerta CAP-based attraverso la Radio

Massimo Cristaldi (direttore tecnico di IES Solutions) e Franco Impellizzeri (Protezione Civile) hanno presentato GECoS (Gestione Emergenze e Comunicazione Sicilia), la sala operativa virtuale utilizzata dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile Siciliana. GECoS mette in pratica l’idea di una sala operativa 2.0, virtuale, condivisa e specifica per le necessità di un’autorità di protezione civile regionale. Attiva da un anno, attualmente serve in Sicilia più di 390 Comuni, Prefetture e più di 600 organizzazioni di volontariato. In GECoS, i messaggi di allerta in formato CAP entrano nel sistema inviati dai cittadini o da altre organizzazioni, attraverso un’app o a feed esterni. Una volta nel sistema, i CAP vengono distribuiti agli altri attori (come Comuni e Prefetture) a seconda delle necessità.

La Protezione Civile Siciliana dispone inoltre di un altro utile strumento in caso di eventi emergenziali: Jixel-RADIO. Il sistema è integrato in GECoS e permette la comunicazione di messaggi d’allerta vocali attraverso le radio. Dalla sala operativa di GECoS, l’operatore è in grado di inviare un messaggio a stazioni e ponti radio: questo interromperà le trasmissioni, ed il messaggio sarà letto automaticamente da un motore text-to-speech, per poi ripristinare le trasmissioni. Attraverso Jixel-RADIO, anche i cittadini all’ascolto di radio FM potranno ricevere il messaggio d’allerta direttamente dalla Protezione Civile. Jixel-RADIO si basa sui feed CAP.

Sia GECoS che Jixel-RADIO sono stati sviluppati da IES Solutions.

La presentazione è disponibile al seguente link: http://www.preparecenter.org/sites/default/files/cap-workshop-2017-commercial-radio.pdf

 

WMO Global Multi-hazard Alert System (GMAS)

Miriam Andrioli (WMO), in collaborazione con Armstrong Cheng dell’Osservatorio di Hong Kong (HKO), ha presentato il Global Multi-hazard Alert System (GMAS) del WMO, ed ha mostrato i progressi nel coinvolgere il World Weather Information Service (WWIS) ed il Severe Weather Information Centre (SWIC) come piattaforme di distribuzione di allerte meteo in formato CAP. La presentazione ha inoltre spiegato come il prototipo dell’Alert Hub del WMO (info sugli Alert Hub: http://alert-hub.org) può essere integrato nel GMAS. l’HKO prevede di aggiornare lo SWIC per farlo divenire una piattaforma GIS online che aggrega, visualizza e condivide messaggi di allerta in formato CAP, e di potenziare il WWIS per farlo divenire una piattaforma per le osservazioni meteo, le previsioni ed i messaggi d’allerta dai servizi nazionali di meteorologia mondiali.

La presentazione è disponibile qui: http://www.preparecenter.org/resources/cap-workshop-2017-wmo-gmas

Il Servizio ‘What Now’ della IFRC in collaborazione con Google

Omar Abou-Samra ha presentato il nuovo servizio “What Now”, sviluppato dalla Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Crescente (IFRC) in collaborazione con Google. Il servizio è un feed dati di messaggi contestualizzati su come prepararsi e rispondere a rischi locali, programmato specificatamente come complemento dei messaggi CAP. Ad esempio, i messaggi “What Now” per un allerta per un tifone sono:

  1. Prepararsi ad evacuate, ed informarsi su quando e dove farlo
  2. Spegnere luce e gas, scollegare dalla rete elettrica elettrodomestici ed altri apparecchi
  3. Non guidare mai attraverso zone allagate. Fare inversione ed andare dall’altra parte

I messaggi sono basati su attività della IFRC -IFRC Public Awareness and Public Education messaging -, una compilation di informazioni concise e azioni da perseguire che è adattabile a rischi locali, cultura e contesto. Il servizio intende coprire 20 tipi di rischi e pericoli, 6 livelli di urgenza e 78 lingue, con il target di raggiungere più di 192 nazioni. Il servizio “What Now” è disponibile come API per ogni piattaforma che utilizzi CAP per allerta pubblica.

La presentazione è disponibile qui: http://www.preparecenter.org/resources/cap-workshop-2017-whatnow

Edizione 2018

Il CAP Implementation Workshop 2018 sarà organizzato dall’Hong Kong Observatory, ad Hong Kong, tra circa un anno.

Edizione 2019

L’organizzazione ha già ricevuto due candidature per ospitare l’edizione 2019: Ginevra (Svizzera) e Whitehorse (Yukon, Canada).

Più informazioni sul report

Il report (in pdf) è disponibile al seguente link: http://www.preparecenter.org/sites/default/files/cap-workshop-2017-report_3.pdf . Include i link a tutte le presentazioni del Workshop.

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