Venerdì 13 marzo 2020, alle ore 09.00, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Catania in Piazza Università, avrà luogo il Workshop

“Conoscenza e Mitigazione dei rischi: quali strategie e quali approcci per il Patrimonio Culturale?

Il Progetto PON – MIUR “eWAS – An Early Warning for Cultural Heritage”

Proteggere i beni culturali significa proteggere la nostra memoria storica, le nostre tradizioni, i nostri costumi, la nostra identità. I beni culturali costituiscono una delle fondamentali ricchezze del nostro Paese e lo stesso Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio prescrive la conservazione dei beni e ne auspica la loro fruizione. Ovviamente, in mancanza di sicurezza non si può assolvere a nessuna delle due missioni.

Terremoti, alluvioni, frane e la stessa azione dell’uomo rappresentano ormai gli eventi con cui si devono confrontare i principali beni culturali in Italia.

Il progetto eWAS “Un sistema di allerta precoce per il patrimonio culturale” finanziato dal MIUR nell’ambito dell’area di specializzazione “Cultural Heritage” mira a sviluppare nuove tecnologie per la tutela, conservazione e sicurezza dell’edificato storico-monumentale, dei beni museali, degli oggetti d’arte e delle aree archeologiche contribuendo alla pianificazione strategica per una migliore attività di prevenzione e gestione dei Beni Culturali. Attraverso il progetto, che vede impegnati tema qualificati di ricercatori e studiosi di diverse istituzioni, è in corso di sviluppo ed elaborazione uno studio di riferimento quadro sulla pericolosità e vulnerabilità da fenomeni naturali, principalmente sismica e idrogeologica, nel centro storico-architettonico tardo-barocco della Città di Catania e presso la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina; quest’ultima scelta come sito archeologico principale. Sul sito di Megara Hyblaea verranno invece sperimentate tecniche innovative di protezione e valorizzazione dei siti archeologici. Inoltre, è in fase di realizzazione un modello di sistema di monitoraggio integrato Smart-wireless e ICT, in grado di attivare warnings a diversi livelli di allarme sulla base delle informazioni derivanti da sensoristica terrestre e radar satellitare (Permanent Scatterers, PS), integrate dalle valutazioni sulle caratteristiche costruttive-strutturali e sulla vulnerabilità del bene considerato. Attraverso i sistemi di monitoraggio e di Early Warning, e l’approntamento di opportune Linee Guida, saranno fornite indicazioni sulle modalità da seguire per la definizione delle condizioni di rischio ad uso degli Enti territoriali competenti (Comune, Regione, Soprintendenze, ecc.).

La scelta del centro storico di Catania come test-site principale del progetto è stata fatta in quanto Catania rientra nel sito UNESCO del Val di Noto insieme a altri centri cittadini e ambiti urbani della Sicilia sud-orientale (Caltagirone, Militello Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli) ricostruiti in stile tardo-barocco, dopo il terremoto del 1693, e caratterizzati da un elevato livello di esecuzione architettonica e artistica e da innovazioni peculiari nell’ambito dell’urbanistica e della ricostruzione edilizia. Centri urbani che sono, inoltre, localizzati in una delle aree a più elevata pericolosità sismica d’Italia e pertanto rappresentano un campo di studio e di sperimentazione straordinario dal momento che, soprattutto i loro centri storici, per la natura costruttiva, obbligano a ragionare in termini di “resilienza storica”. E proprio il concetto di resilienza delle Comunità locali è al centro del progetto RESILOC, finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del programma HORIZON 2020, che vede la Sicilia in prima linea con il Comune di Catania, il Dipartimento Regionale della Protezione Civile e la società IES Solutions attori fondamentali di un processo di innovazione tecnica e sociale.

Il workshop sarà occasione di uno scambio di riflessioni ed esperienze attraverso alcuni interventi a tema, mentre nell’ambito del progetto eWAS saranno presentati:

  • La rete urbana sismo-accelerometrica, denominata Osservatorio Sismico Urbano della Città di Catania, OSU-CT, il cui obiettivo principale è la rapida valutazione del danno sismico attraverso una produzione automatica di mappe di scuotimento (shakemaps) e la realizzazione/sperimentazione di un sistema automatico di allarme rapido per i terremoti (Earthquake Early Warning, EEW);
  • Gli studi condotti e il sistema di monitoraggio ambientale per l’area della Villa del Casale, relativamente ai fenomeni idrogeologici, di colate di fango, detritiche e di frana.
  • Lo sviluppo del sistema informativo di tipo geografico GIS e WebGIS, denominato InformatioSecurityOpenCity (ISOC), che fa tesoro dell’esperienza già condotta su Catania (ma limitata sinora al solo patrimonio archeologico) da ricercatori dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR. La piattaforma sarà in grado di integrare e restituire in forma di mappe tematiche i dati acquisiti dal monitoraggio, la conoscenza del livello di vulnerabilità del costruito storico e della priorità degli interventi ai fini della sicurezza dagli effetti dei fenomeni sismici.

Scarica qui la locandina del Workshop