Eruzioni, terremoti, frane, e altri eventi sono fenomeni naturali a cui non possiamo sottrarci. Non possiamo impedire che accadano ma possiamo fare in modo che non si trasformino in disastri. L’adozione di strumenti come i sistemi di allarme preventivo per informare la cittadinanza o lo sviluppo e l’adozione di piani di emergenza e di soluzioni per la loro esecuzione rapida ed efficace consentono di salvare vite, risparmiare risorse e limitare l’impatto che uno degli eventi descritti ha sulla società e sull’ambiente. L’entità delle conseguenze della materializzazione di un rischio deriva dalle scelte che facciamo: ad esempio dal tipo di organizzazione sociale che abbiamo adottato, da come coltiviamo il cibo, dove e in che modo costruiamo le abitazioni, da come funziona il nostro sistema finanziario, finanche da cosa insegniamo nelle scuole.

Ogni decisione e ogni azione può renderci più vulnerabili o più resilienti ai disastri… a noi la scelta.

 

Lo scenario italiano

L’Italia è un Paese a rischio: tanto bello quanto fragile

Per la sua conformazione, il nostro Paese è soggetto ogni giorno a molteplici rischi, come quello sismico, quello idro-geologico e quelli collegati ad eventi meteorologici estremi. I recenti cambiamenti climatici hanno aumentato frequenza e intensità delle frane e i frequenti terremoti, talvolta disastrosi, hanno storicamente causato la morte di migliaia di persone e la distruzione di abitazioni e attività.

Oltre ai rischi naturali bisogna considerare anche i cosiddetti rischi antropici, quelli derivati dall’intervento dell’uomo sul territorio. Rischi chimici e industriali, nucleari, fughe di sostanze tossiche e gas, incendi colposi o dolosi, minacce di inquinamento, guasti delle comunicazioni, problemi generali di vita e di sopravvivenza.

A seguito del terremoto che ha devastato il Friuli nel maggio del 1976 e al drammatico ritardo nei soccorsi ai terremotati dell’Irpinia nel 1980 nasce il Dipartimento della Protezione Civile, su iniziativa di Giuseppe Zamberletti, considerato a ragione il padre fondatore della moderna protezione civile italiana.  Il Dipartimento della Protezione Civile assicura al Paese capacità di mobilitazione e coordinamento di tutte le risorse utili a garantire soccorso alla popolazione in caso di emergenza e ha dimostrato, nel corso degli anni, di saper fronteggiare con capacità, velocità e preparazione le numerose emergenze che si sono succedute.

Il ciclo di gestione delle emergenze. Il modello “P.P.R.R.”

Il modello di Prevenzione, Preparazione, Risposta e Ripristino rappresenta un metodo completo per la gestione dei rischi il cui scopo è di ridurre al minimo le conseguenze di un disastro.

Il modello richiede rapidità organizzativa, comunicazione e coordinamento tra gli attori coinvolti, la disponibilità delle risorse e il relativo impegno professionale.

1. Prevenzione: Le attività di prevenzione eliminano, o riducono, il rischio di danni alle cose e la perdita di vite causata dai pericoli e dai loro effetti: analisi di dati per decidere dove collocare rifugi o alloggi temporanei, educazione del pubblico in modo da limitare perdite e incidenti sono azioni tipiche di questa fase.

2. Preparazione: In questa fase viene compiuta l’analisi dei rischi, si decidono le procedure operative,  viene creata l’organizzazione e i relativi incarichi da assumere nello stato di emergenza. Si definiscono le risorse, economiche ed umane, ritenute indispensabili. La preparazione include l’elaborazione dei piani di emergenza, e la manutenzione delle strutture e delle attrezzature.

3. Risposta: È la fase cruciale per salvare vite umane e proprietà. Questa fase può includere l’evacuazione o la protezione del pubblico, la ricerca e il salvataggio, la fornitura di cure mediche, il mantenimento della legge, la valutazione dei danni.

4. Ripristino:  La fase di ripristino riguarda le azioni per ricondurre la popolazione colpita dal disastro alla normalità. Appena possibile si ripristina il funzionamento dell’elettricità, del telefono e degli altri servizi primari.  A lungo andare l’obiettivo è ripristinare l’attività economica e  ricostruire le strutture comuni e le abitazioni.

E’ chiaro come una necessità imprescindibile per il corretto funzionamento della “macchina” della protezione civile sia la capacità di ottenere, raccogliere organizzare e presentare ai gestori dell’emergenza il maggior numero di informazioni con efficacia ed efficienza, nonché garantire loro gli strumenti per localizzare eventi, risorse e vittime, avviando le opportune missioni di prevenzione, risposta, soccorso e ripristino.

Jixel: la suite di soluzioni Cloud per la gestione delle emergenze

Jixel è un insieme di innovative Soluzioni in Cloud, interamente ingegnerizzate e sviluppate da IES Solutions, pensate per gestire efficacemente le quattro fasi (Prevenzione, Preparazione, Risposta, Recupero) della gestione delle emergenze.

Una Soluzione della Suite è Jixel-CITIES, sviluppata per la gestione integrata di una città di qualsiasi grandezza e dotata di tutti gli strumenti a supporto di differenti scenari, per la gestione dell’ordinario e delle emergenze.

La Soluzione dedicata alle Regioni (Jixel-REGIO) è pienamente conforme ai recenti decreti ministeriali in materia di Protezione Civile ed è stata adottata dal Dipartimento della Protezione Civile Siciliana.

La Piattaforma è dotata di un intuitivo “Sistema di Comando e Controllo” in grado di offrire un quadro operativo in tempo reale comune degli eventi, delle risorse disponibili, delle strutture e dei piani di emergenza. Ha tutti gli strumenti per valutare consapevolmente la situazione iniziale e per seguire in dettaglio l’evoluzione degli eventi.

Un’unica sala di comando e controllo, virtuale, condivisa e basata su Cloud: disponibile sempre (24/7) ed utilizzabile tramite qualunque dispositivo (Personal Computer, Tablet, Smartphone, …).

Tutti gli attori coinvolti operano in contemporanea sullo stesso scenario grazie a mappe condivise, basate su dettagliati servizi di mappatura online. Ciascuno ha la piena consapevolezza del proprio ruolo e della disponibilità delle risorse a cui può accedere. Con il sistema pienamente funzionante, viene così garantito un agile coordinamento tra gli attori dell’emergenza e tutte le parti interessate.

Nella fase di Preparazione i Comuni possono creare ed archiviare i Piani di Emergenza (convalidati dal Dipartimento della Protezione Civile), che possono essere facilmente richiamati durante la fase di gestione di un evento. Durante la fase di Risposta, la Sala Operativa gestisce un evento sulla base della sua tipologia, gravità e localizzazione geografica, interagendo con una mappa organizzata con livelli informativi sovrapponibili. Si possono definire missioni operative ed assegnarle alle varie risorse ed alle organizzazioni di volontariato, seguire lo svolgimento delle attività tramite aggiornamenti in tempo reale e allertare e mantenere informata la popolazione tramite diversi canali di comunicazione (App, messaggistica e, ove disponibili, sirene di allertamento e pannelli informativi a messaggio variabile). Terminata la fase cruciale della Risposta, il Sistema consente di proseguire nell’azione di identificazione e gestione delle attività necessarie per il ritorno alla normalità, durante la fase di Ripristino.

Jixel: the first Cloud-based Control Room